Aree

Alimenti Funzionali

L’area tematica Alimenti Funzionali racchiude le competenze riguardanti i microrganismi probiotici e le strategie per la loro inclusione, le metodiche per l’estrazione e la valutazione chimico fisica dei nutraceutici per una loro efficace applicazione e la funzionalizzazione di alimenti con le molecole bioattive.

Partendo da quest’ultimo aspetto, è possibile ottenere la stabilizzazione della componente fenolica e aromi di alcune bevande attraverso l’interazione con le proteine contenute negli stessi alimenti (Ruzza). Metodologie avanzate come NMR e Spettrometria di Massa (Mannina) e la diffrazione di raggi X da sorgente di luce di sincrotrone (Barba) consentono lo studio dei profili metabolici di matrici alimentari e possono rendere più efficiente la veicolazione di composti bioattivi.

Di assoluta attualità e interesse industriale sono le ricerche condotte per la realizzazione di alimenti per consumatori sensibili al glutine. Ne sono esempio l’utilizzo di pseudocereali privi di glutine o di altri cereali alternativi caratterizzati attraverso lo studio dei determinanti genetici relativi alle componenti nutraceutiche (Di Renzo; Pignone), o l’uso di inulina da carciofo, cardo o sorgo bianco per la realizzazione di prodotti funzionalizzati a basso indice glicemico e gluten free (Melilli; Pontieri). Inoltre, le ricerche per la produzione a basso costo di proteine con elevato potere dolcificante (Scotti) o di minidrink contenenti fitosteroli e nutraceutici dal riso rosso (Volpe) rappresentano importanti opportunità per la realizzazione di alimenti utili nella prevenzione del diabete o delle malattie cardiovascolari.

Nell’ambito dei Nutraceutici, l’identificazione di matrici genetiche per la produzione di oli di oliva dotati di elevati standard nutrizionali (Rotondi; Baldoni), la progettazione e analisi di nuovi ibridi di pomodoro (Tommonaro; Santino) o l’impiego di fonti lipidiche vegetali per la zootecnia (Faccialongo) possono offrire alle industrie opportunità per la realizzazione di prodotti tradizionali a valenza funzionale.

Un significativo apporto è dato dai gruppi di ricerca allo studio dei probiotici e degli alimenti in grado di veicolarli vivi e attivi. In particolare, lo studio delle caratteristiche funzionali e la capacità di produrre molecole di interesse nutraceutico o di detossificare molecole nocive (Brasca; Pulvirenti/Sberveglieri), lo sviluppo di metodologie di micro-incapsulazione per migliorare la veicolazione negli alimenti (Nazzaro), l’utilizzo di vegetali per la realizzazione di probiotici alternativi ai prodotti a base di latte (Lavermicocca) e la caratterizzazione di popolazioni microbiche mediante tecnologie high-throughput, indispensabile strumento per lo studio degli alimenti probiotici (Ceci), contribuiscono all’avanzamento scientifico delle conoscenze del settore Alimenti Probiotici.

Per informazioni
Dr. Paola Lavermicocca
Referente Area Alimenti Funzionali
paola.lavermicocca@cnr.it